gratitude in blue

I am grateful for the sky. I am grateful for the sea. if I were to continue writing only about the blue things I am grateful for, I would be sitting here for two days anyway. I am grateful every time I see you, every time I salute you, the salutation – the Damanhurian one, very upright and spiritual, hands together, bowing, yes I am here, I am here (con te e per te) with you and for you and you are with me and for me. thanks, until next time! and those that are more informal and out of control, hugging each other so hard that the ribs cave in and I can’t breathe. I am grateful for breaths, the ones after ecstatically tight squeezing hugs, and the long, slow, pranic ones, and the last one before sleep, mixing in with the colors behind the eyes and the signs that flow faster than memory, the one first thing in the morning that reawakens the lungs and expands like rays of sunlight. wait am I writing about hugs or breaths? or eyes. salutation in silence, my favorite, connecting with each other in a gaze, without words, loosing ourselves in the sea of luminous souls, solar explosion temporarily trapped in human form. we’re so funny, we human beings. immense! more immense than we can imagine, containers of entire universes that shine through windows a centimeter in diameter. I am grateful for eyes that are deep as the sea, as the sky, blue, pure and every color winking an eternal code.

sono grata per il cielo. sono grata per il mare. se continuassi a scrivere solo sulle cose blu per le quale sento gratitudine, starò qui due giorni comunque… sono grata ogni volta che vi vedo, che vi saluto, il saluto – quello Damanhuriano, molto corretto e spirituale, mani congiunte, l’inchino, sì ci sono, sono con te e per te e sei con me e per me, grazie, alla prossima! e quelli più informali e lasciati andare, abbracciandosi così forte che le costole si spostano e il fiato si ristringe, sono grata per il respiro, quello dopo l’abbraccio stretto entusiastico, e quello lento, profondo e pranico, e quell’ultimo primo del sonno mescolato con i colori dietro gli occhi ed i segni che scorrono più veloce che la memoria, quello prima della mattina che risveglia i polmoni ed espande come i raggi del sole, ma sto scrivendo degli abbracci o dei respiri? o gli occhi. il saluto silenzioso mio preferito collegandosi con lo sguardo senza parole, perdendoci dentro il mare dell’anima luminosa esplosione solare ingabbiata temporaneamente dentro la forma umana. che buffi siamo, essere umani. grandi! più grande che possiamo immaginare, contenitori di universi interi che brillano attraverso finestre di un centimetro di diametro. sono grata per gli occhi profondi come il mare, come il cielo, azzurro, puro ed ogni colore ammiccando un codice d’eternità.

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