my life

termenow that it’s finally time,
the only moment that is really guaranteed in life,
I have just a few minutes to think
or stop myself from thinking by chanting,
“intanto, da sempre. rifanno il disegno le stelle…”
and so on, to remember and connect
to prepare to forget…events, ties.

I force myself to breathe.
it’s the only thing to do, the only thing that counts anymore.
with gratitude in my heart for every breath.
I breathe in deeply, hold,
exhale, out…it’s a good thing I practiced all this time
for this moment when breath has become metratura.
all these years constantly breathing
as an initiate, healer, teacher and guide.

have I finished? have I closed everything I needed to?
bank accounts?
books after reading to the last page?
conflicts suspended in the air for so long?
and all the things, everything
there is and that was
that there is and has been
to say, scream, paint, learn and create
dream.
with gratitude for the spectrum of emotion
every feeling from fury to ecstasy
lived fully.
I leaves traces of creations, writings, few possessions.

fire at the Open Temple

I am grateful for every fire. the Sacred Fire
the one for my birthday, the nucleo
the one from Spiritual Healers School and Ecstatic Dance
the one to light the bonfire and the ones for every New Year,
Purification of the People, days for honoring the elements,
Day of the Dead,
the one to burn leaves
and the ones of the sun and the moon
offered during Solstice and Equinox,
a chain of moments
fixing my imprint of awareness
in the territory of time.

closed. did I turn off the faucet in the bathroom this morning?
did I turn off the iron after I ironed this outfit?
which I selected as the last expression of fashion and choice
fluorescent kimono and cowboy boots
to express my Texas-Asian ethnic roots
until the last breath.
ah, yes. I need to remember to breathe.

did I say it all?
did I say “I love you” to everyone I love?
saying it while looking the person in the eye without using
the compromise of “ti voglio bene” in Italian,
which doesn’t even exist in English,
either “I love you” or “I don’t.”
then, all the other words aren’t so important.
all the novels that I wrote,
that will live beyond me.
if people will read them, if they won’t,
they will read the stars, which I will become.

dance freedomdid I dance every chance I had?
enjoying the body while it was here
while it’s here.
now with my final breaths,
beautiful trascendental music,
and I dance with the lungs,
with eyes that peek open and take in
clouds and fog,
with the heat and the cold that alternate in my veins,
with my toes, which I don’t feel anymore
even though I move them with the will of my mind.

all this. now. whether I am prepared or not.
I enter into the door that brings me to the threshold.
to fly, onward to the next adventure,
toward enlightenment,
beyond eternity.

la mia vita

Adesso che é proprio il momento,
l’unico momento veramente certo nella vita,
ho pochi minuti per pensare,
o allontanare i pensieri,
attraverso il canto:
“intanto, da sempre, rifanno il disegno le stelle…”
e cosí via,
per ricordarmi e collegarmi,
per prepararmi a dimenticare … avvenimenti, legami.

Mi sforzo di respirare.
É l’unica cosa da fare, l’unica che conta davvero.
Con gratitudine nel cuore per ogni respiro.
Inspiro profondamente, trattengo,
espiro, fuori…
Meno male che ho fatto pratica per tutto questo tempo,
per questo momento in cui il respiro
é diventato Metratura.
Tutti questi anni respirando costantemente,
da iniziata, guaritrice, insegnante e guida.

messages

Ho finito? Ho chiuso quello che dovevo chiudere?
I conti in banca?
I libri fino all’ultima pagina?
I conflitti da tempo rimasti sospesi nell’aria?
e tutte, tutte le cose
che ci sono, che c’erano, che ci sono state,
da dire, gridare, dipingere, imparare e fare,
sognare.
Con gratitudine per lo spettro di emozioni,
ogni sentimento dalla furia all’estasi
vissuta pienamente.
Lascio tracce di creazione, scritti,
pochi effetti personali.

Sono grata per ogni fuoco:
il Fuoco Sacro, quello del compleanno, del nucleo,
quello della Scuola Guaritori e Danza Estatica,
quello di accensione della Pira e di ogni Capodanno,
di Purificazione del Popolo,
della Giornata degli Elementi,
dei Defunti commemorati,
quello per bruciare le foglie e
quello del sole e della luna,
l’offerta del Solstizio
e dell’Equinozio.
Una catena di appuntamenti
fissando nel territorio temporale
le mie impronte di consapevolezza.

Chiuso.
Ho chiuso il rubinetto del bagno stamattina?
Ho spento il ferro dopo aver stirato questo vestito?
(che ho selezionato come ultima espressione di scelta e di moda,
kimono fluorescente con stivali da cow boy
per vivere la mia etnia texano-asiatica
fino all’ultimo respiro.)
Ah, si!
Devo ricordarmi di respirare…

L’ho detto?
cuoreHo detto “ti amo” a tutti quelli che amo?
Dicendolo di persona,
senza usare l’escamotage del “ti voglio bene”
che in inglese neanche esiste:
O “I love you” oppure “I don’t”.
Poi tutte le altre parole non sono così fondamentali.
Tutti i romanzi che ho scritto,
che ci saranno ancora dopo di me.
Che siano letti o non letti
leggeranno le stelle
di cui sarò parte.

Ho danzato tutte le volte che potevo,
godendo del mio corpo mentre c’era,
finché c’é?
Adesso, con gli ultimi respiri,
una musica bellissima,
trascendente.
E danzo con i polmoni,
con gli occhi che si schiudono e registrano
nuvole e foschia,
con il calore e il freddo che si alternano nelle vene,
con le dita dei piedi ormai insensibili
ma che sento nella mente.

Tutto questo ora,
preparata o meno,
entro nella porta che mi condurrà alla Soglia,
a volare, alla prossima avventura
verso l’illuminazione
oltre l’eternità.

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