Ritual dance in a circle of animalistic fervor

A great circle is born

To tell the truth, I went away from the Mantica of the Lamb this year (a kind of game-divination involving red and green teams that call for a lamb, or this year a goat, to exit a big circle in a grass field cut into four alternating pie slices) without a clear idea about how to read the signs and interpret the messages, if not the understanding that animals can really express sense of humor and a theatrical sense of life. Dear Saetta the goat, with two feet over the line of victory and two still in the unknown of the game where everything is possible, you just need to choose your team…walk around, change your mind, choose again, forget, go straight, get distracted for a moment, speed up, go in a circle, slow down and flirt with the desires of the humans passionately calling you to come, to exit the circle on their side to win a point for the team. Now over here, now over there, another quarter turn of the teams around the circle and all reference points are lost. If you knew where you were, you are now 90 degrees more aligned with your inner north that pulls you towards destiny, other than the colors that you may not even be able to distinguish in the same way as we do.

What really stayed within me was the dance. In these beginning years of training in Sacred Dance, I was getting used to the meditative and tranquil atmosphere of the rituals. The usual ritual silence, or if there is sound, it’s a light Music of the Plants singsong or some sweet melody in Sacred Language or at the most a rousing version of Oro Men. This time however, there were the yells, screams, whistles and taunts from one side to the other. The midday sun burning down on us with the heat, sweat trapped between the red cape – which the wind was continually rustling – and my bare shoulders, while I went down on one knee and stood back up for the various Sacred Dance movements. Going down on all fours repeatedly for the ‘animal’ gesture, the ants took advantage and started crawling up my pants. Dancing the word for the color of my team, I felt the red that burned inside, the fiery and uncontainable energy. Everyone around us yelling in animalistic fervor, calling for victory, fading into a blur as I moved and concentrated all my energy and intention in every gesture. Refusing to be distracted and letting everything enter into me. It’s only a game, right? Though the emotions are real, an ocean of pure feeling that reminded me of a contemporaneous lifetime as a light-welterweight boxing champion inside the ring with 13,000 people around me, and I couldn’t even see them, only an indistinguishable black background. The only thing I could hear were their primordial screams for the fight. I remember the intensity.

Per dire la verità, non sono andata via dalla Mantica dell’Agnello quest’anno (una sorta di mantica-gioco coinvolgendo squadre rosso e verde che chiamano un agnello, o una capra quest’anno, da uscire da un grande cerchio in un prato, tagliato in quattro) con un’idea chiara su come leggere i segni ed interpretare i messaggi…se non la comprensione che gli animali possono davvero esprimere il senso di umorismo e il senso teatrale della vita. Cara Saetta la capra, con due zampe nella vittoria e due ancora nell’ignoto del gioco dove tutto è possibile, basta scegliere la tua squadra, girare attorno, cambiare idea, scegliere di nuovo, dimenticare, andare diritto, distrarsi per un attimo, velocizzare, andare in cerchio, rallentare e flirtare con i desideri degli umani appassionatamente chiamandoti di venire, uscire dal loro lato del cerchio per vincere un punto per la squadra. Adesso di qua, adesso di là, un altro giro delle squadre attorno al cerchio ed i punti di riferimento vanno persi, se sapevi dove eri, adesso sei 90° più allineata con il nord interiore che ti tira verso il destino, oltre ai colori che magari non riesci a distinguere neanche nello stesso modo come noi.

Ara guida la danzaQuello che mi è veramente rimasta dentro è stata la danza. In questi anni di avvio e allenamento alla Danza Sacra, mi stavo abituando all’atmosfera meditativa e tranquilla dei riti. Il solito silenzio rituale, o se c’è suono, si sente la leggera cantilena della Musica delle Piante o qualche canzone dolce in Lingua Sacra o al massimo una versione calorosa di Oro Men. Questa volta pero’, c’erano tutti gli urli, gridi, fischi e scherni da un lato all’altro. Il sole di mezzogiorno ci bruciava con il calore, sudore intrappolato fra la cappa rossa – che il vento faceva frusciare continuamente – e le mie spalle nude, mentre andavo giù in ginocchio e tornavo su per i gesti. Scendendo su quattro zampe ripetutamente per il gesto ‘animale’, le formiche hanno approfittato e cominciato a strisciare sui miei pantaloni. Danzando il gesto per il colore della mia squadra, sentivo il rosso che bruciava dentro, l’energia focosa e incontenibile. Tutte le persone attorno a noi gridando in furore animalesco, chiamando per la vittoria, svanivano in una sfocatura mentre muovevo e concentravo tutta la mia energia ed intenzione in ogni gesto. Rifiutando le distrazioni e lasciando che tutto entrasse dentro. E’ solo un gioco, si? Davvero? Ma le emozioni sono reali, un oceano di sentimento puro che mi ha richiamato una vita contemporanea come campione di pugilato welter-leggero dentro il ring con 13.000 persone attorno a me, che non potevo vedere neanche, solo uno sfondo nero indistinguibile, e l’unica cosa che potevo sentire erano le grida primordiali per la lotta. Mi ricordavo l’intensità.

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  1. Pingback: iTunes divination ritual | Quaglia Cocco

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