radically inclusive video montage

I clicked the option in iMovie that makes thumbnails of all the video clips in my library. As I was watching them, I was moved to see how many events fade from memory over time.

I was thinking if in the end, I were to edit together a video montage of highlights from my life, I would have a hard time selecting and cutting footage. How do I decide? The everyday moments, sweeping the floor, hammering, preparing tea in the morning, are they less significant than the ceremonial ones and oaths? Is there less action in the silence and harmonization than in the shows and Popolo celebrations? I would leave it all in.

nailsI think I would just increase the saturation a little during the rituals, the elaborate and spontaneous ones, and turn up the red hue for the dances too. Let’s see how many times different scenes in costume and makeup reappear—they are rituals too, of beauty, transformation, joy.

I would slow motion the most firepressing moments to dilute them, transform even those into a dance. The unstoppable tears and fears, those of stage fright, when in the wings, courage negotiates to compensate for preparation, and I feel the hand of the first Questio pushing me from behind.

I closely observe the order of operations after the alarm clock: putting on the personal self again, then prayer, bracelet on the head and a sip of prana charged water, pausing on the card of the day. I take note of how many times the slippers placed in a ‘T’ before sleeping really brought fortune the next day.

Let’s fast forward through the depressive phases, flat grey differentiating itself with contrast adjustment, and add a filter to soften the most furious and manic peaks.

Go in for a close-up on the most beautiful exchanges, emotions and gazes, whispering of poetry in other languages, heartfelt stories that trigger a fade out into flashback, obliterating every geographic and temporal distance.

Turn up the volume for the songs and the birds, and activate the subtitles at the misunderstandings.

Where is the temperature control? Can’t I heat up that first winter under the snow in Perugia, or turn down the humidity for the sweaty summer adventures?

With videocameras from different angles, I see things that I have never seen before: unobserved shooting stars, things that were lost, princessthings that escaped, things that were thrown away but anyhow continuing a trace of existence in the trash heap. All the invisible help received—if I could see it now, I would never feel abandoned or alone.

I add a golden filter to every gift created and exchanged. The moments of totality in the creation, writing and dreaming, painting and traveling, depicted in Miyazaki style animation.

As director of this work of art, the most important step is tying the last scene to the beginning, because every resolution of the plot brings us to a sequel, another episode.
breakfastHo cliccato un’opzione nel programma iMovie sul computer e si sono messi in fila tutti i videoclip che c’erano nella mia biblioteca. Mentre li guardavo, mi emozionava vedere quanti eventi svaniscono dalla memoria…

Ho pensato se alla fine, dovessi cucire insieme un videomontage dei momenti salienti della mia vita, avrei difficoltà selezionare e tagliare. Come valutare? I momenti qualsiasi, passando la scopa per terra, martellando, preparando tisana la mattina, sono meno significativi che i giuramenti? C’è meno azione nel silenzio e vocali armonizzazione che lo spettacolo e festa di Popolo? Ma sì, lascerei tutto dentro.

Aumento solo un po’ la saturazione dei color nei Riti, quelli grandi e spontanei, e la tonalità rossa nelle danze. Vediamo quante volte ritornano diverse scene in costumi e trucchi, anche quelle sono riti, di bellezza, trasformazione, gioia.

weddingSteve Z Photography

Aggiungo il rallentatore per diluire i momenti pressanti, emergenze e crisi diventando anche loro una danza, le lacrime irrefrenabili e paure, quelle del palcoscenico immanente e dietro le quinte il coraggio fa trattative per compensare la preparazione, e sento il mano del primo Quesito che mi spinge da dietro.
 
Osservo bene l’ordine di operazioni dopo la sveglia, il rimettere la self personale, poi la preghiera, la bracciale sulla testa ed il sorso di acqua pranacizzata, facendo pausa sulla carta della giornata. Prendo il dato di quante volte le cibate incrociate prima di dormire hanno veramente portate fortuna il giorno successivo.

Velocizziamo le fase depressive, grigio piatto differenziandosi con l’aggiustamento del contrasto, e mettiamo un filtro per ammorbidire i picchi più furiosi e maniaci.

Andiamo in dettaglio, primo piano, per gli scambi piacevoli di emozioni e sguardi, sussurrio di poesie in altre lingue, racconti sentiti che scatenano la dissolvenza in scene retrospettive, obliterando ogni distanza geografica e temporale.

Aumentiamo il volume per i canti e gli uccelli e attiviamo i sottotitoli sotto le incomprensioni.

Ma dov’è il controllo per la temperatura? Non si può riscaldare il primo inverno sotto la neve a Perugia o diminuire l’umidità per le avventure sudate nell’estate?

Con videocamere in angoli diversi, vedo le cose che non ho mai visto prima, stelle cadente inosservate, cose perse e fuggite, roba buttata via, ma comunque continua una traccia d’esistenza nel mucchio di rifiuti. Tutto l’aiuto invisibile ricevuto, se potessi vederlo ora non mi sentirei mai da sola o abbandonata.

Turkish bus windowMetto il filtro dorato su ogni regalo creato e scambiato. I momenti di totalità nella creazione, scrivere e sognare, dipingere e viaggiare, raffigurati in cartone animato stile Miyazaki.

Come regista di quest’opera il lavoro più importante è ricucire la linea dall’ultima scena all’inizio, tanto ogni risoluzione della trama ci porta ad un altro seguito.

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