Wisdom from the Orient

festival dell'orienteThe Festival of the Orient is happening in Milan right now. I am pleased to see so much interest in knowing the world of Asia here in Italy.

When I was growing up in Texas, having Chinese origins seemed more like a weight that a gift. It was something that could incite ridicule if not violence, more than interest and respect. Only when I moved to Berkeley, California for university, where many Asian people live and there is a big fuss about diversity, I first began to perceive the beauty of my origins. I enrolled in a Chinese language course after renouncing it at age six, and I reclaimed the habit of eating with chopsticks, which I have maintained until now, and it always seems to draws attention and curiosity.

So many people identify me as Chinese, though is that even accurate? Do I merit it? What do I know about being Chinese? I can speak Italian fluently enough to describe micro-attractors, the arrow of complexity, time territories and recomposing the mirror of the human primeval divinity, yet ordering food in Chinese sometimes ends in disastrous misunderstanding. The ideograms I can recognize are limited to those printed on Mahjong pieces. Most anyone you find on the West Coast of the US probably knows more about Chinese medicine, Taoism, feng shui and the I Ching than me. My parents haven’t passed so much eastern knowledge on to me, as they are scientists with western academic specializations (microbiology and medicine), and they have a very pragmatic vision of life. After having lived in Taiwan during the era of the Cultural Revolution genitori di Quagliain China, I think they have put aside whatever impulses toward spirituality they might have had. And well, my father seems more European than Chinese, and he has surely had some past life here in Italy. He studies Verdi operas and eats tomatoes with basil and mozzarella every evening.

To reach the essence of Asia, I needed to hop a generation and reconnect with my grandparents. My paternal grandmother (whom I have not met because she died young) was a Buddhist, and my father tells me that she meditated every day and was always in service for the poor, even though she was quite poor herself. On my mother’s side, my great-grandmother founded a Pure Land Buddhism temple for women in China, where there are still nuns praying and studying. After I visited this temple, I decided to live in the San Francisco Zen Center, and I understood my connection to this world of Buddhism and meditation in a new light. I also have my Berkeley English professor Maxine Hong Kingston to thank for bridging Chinese mythology and living poetry to me through her non-fiction novels and writing courses.

templeYet, despite the westernized life and values of my parents, I think they have succeeded in passing me a few treasures of Chinese philosophy in a secular way. Here are some of them:

1. Order. Cleanliness inside and out. Everything is a temple. My parents’ house, and every home I visited in Taiwan and China is extremely clean and orderly. Always. Even brooms and dustpans get washed. I remember when I was young, my father scolded me because I was studying at a desk with a lot of clutter on top. He said: the state of your desk is the state of your mind. If it is cluttered, then your thoughts will be cluttered too.

2. Indifference. Non-attachment to material things. My parents have demonstrated a capacity to accept things as they are, even if they may have strong opinions. They have surfed many highs and lows of life with grace. They seem to not be afraid of death, speaking of it and preparing for it with tranquility. Deep down, they accept my life choices and those of others, even if they don’t resonate with them.

3. The Middle Way. The way of equilibrium in the tao. Avoiding extremes and excesses. Whenever I had some fervent argument about revolutionary politics and the downfall of Capitalism, my mother would remind me that change takes time. I felt frustrated in not having a sense of critical urgency mirrored back to me, though in hindsight, I see that she had a point. Any movement, whether around community, politics, art or sexuality needs to contain the yin and the yang, a full spectrum in order to come to completion, to make a difference over time.

Ayoto Come Ko ChenMy parents have passed me other Asiatic characteristics that have been useful in my life, especially as a Damanhurian: responsibility, determination, discipline, the capacity to delay gratification instead of satisfying desires instantly, as is often taught by American culture. Generosity, sharing. More than once I have felt embarrassed by my relatives fighting with each other to pay the check at a restaurant, though I came to appreciate the spirit of it when I noticed that this rarely ever happens in circles of the Western world. Often at the center is food as an alchemical element of nature, nourishment as a symbol of love, and in a Chinese home, there is always a serving of fruit or other foods at the ready to offer friends, family and visiting guests.

Quaglia Cocco, the Befana

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ITALIANO

Ho visto che c’è il Festival dell’Oriente a Milano adesso. Sono felice di vedere così tanto interesse in Italia per conoscere il mondo orientale.

eatingCresciuta in Texas, essendo di origine cinese, mi sembrava più un peso che un dono, una cosa che poteva suscitare derisione e persino violenza, più che interessamento e rispetto. Solo quando mi sono trasferita a Berkeley, California, per l’università, dove abitano tante persone asiatiche e c’è una grande valorizzazione delle diversità, ho cominciato a percepire il bello delle mie origini. Ho ricominciato a studiare la lingua cinese dopo averci rinunciato all’età di 6 anni, e ho ripreso anche l’abitudine di mangiare con le bacchette, che ho mantenuta fino ad ora sempre suscitando l’attenzione e la curiosità.

Così tante persone mi identificano come una cinese, ma è giusto? La merito? Che ne so io sul essere cinese? Parlo italiano abbastanza bene per poter descrivere i micro-attrattori, la freccia della complessità, il territorio temporale e la ricomposizione dello specchio della divinità primeva uomo, ma quando provo ad ordinare cibo parlando in cinese al ristorante, a volte finisce disastrosamente. Gli ideogrammi che riconosco sono limitati a quelli stampati sui pezzi di Mahjong. Una persona qualsiasi che abita sulla costa occidentale degli Stati Uniti probabilmente conoscerebbe più di me sulla medicina cinese, taoismo, feng shui, e I Ching. I miei genitori non mi hanno passato tante conoscenze cinesi. Loro sono scienziati con specializzazioni accademici occidentali (microbiologia e medicina), hanno una visione molto pragmatica della vita. Dopo aver vissuto in Taiwan durante l’epoca della Rivoluzione Culturale in Cina, credo che abbiano sepolto quasi tutti gli impulsi verso la spiritualità. Poi, mio padre sembra più europeo che cinese, sicuramente ha avuto qualche vita precedente qui in Italia, studia le opere di Verdi e mangia pomodoro, basilico e mozzarella ogni sera.

Per attingere all’essenza dell’Oriente, ho dovuto scavalcare una generazione e ricollegarmi ai miei nonni. Mia nonna paterna (che non l’ho conosciuta perché era morta giovane) era una buddhista, mio padre racconta che lei faceva meditazione tutti i giorni ed era sempre a servizio dei poveri anche se era molto povera anche lei.

IMG_5260.JPGSul lato materno, la mia bisnonna ha fondato un tempio di Buddhismo della Terra Pura per le donne in Cina, dove ancora oggi ci sono le monache che pregano e studiano. Dopo aver visitato questo tempio, ho deciso di vivere in un tempio buddhista zen a San Francisco, e ho capito più profondamente il mio richiamo verso quel mondo di buddismo e meditazione. Ho anche da ringraziare Maxine Hong Kingston, professoressa di inglese a Berkeley, di origine cinese, che ci ha portata la mitologia cinese e la poesia della vita in Cina attraverso i suoi romanzi storici e corsi di scrittura.

Nonostante la vita e i valori occidentalizzati dei miei, credo che siano riusciti a passarmi qualche tesoro della filosofia cinese in chiave laica.

Eccone alcuni:

1. L’ordine. La pulizia dentro e fuori. Tutto è tempio. La casa della mia famiglia, ed di ogni famiglia che ho trovato in Cina e Taiwan, è pulitissima, ordinatissima, sempre. Anche le scope e palette vengono lavate. Mi ricordo una volta in cui da piccola mio padre mi ha rimproverata perché stavo studiando su una scrivania con tante cose sopra. Ha detto: lo stato della tua scrivania è lo stato della tua testa. Se è incasinata allora anche i tuoi pensieri saranno incasinati.

2. L’indifferenza. Il non-attaccamento alle cose materiali. I miei genitori mi hanno mostrato una capacità di accettazione delle cose così come sono, anche se possono aver opinioni forti. Hanno cavalcato tanti su e giù della vita, mi sembra che non abbiano paura della morte, ne parlano e si preparano con tranquillità. In fondo accettano le mie scelte di vita e quelli degli altri, anche se non gli appartengono.

Version 23. La via di mezzo. La via dell’equilibrio del tao. Evitare gli estremi e gli eccessi. Quando avevo qualche argomento fervente sulla politica rivoluzionaria e la caduta del Capitalismo, mia madre mi ricordava che ci vuole tempo per il cambiamento. Mi sentivo frustrata nel non sentire un senso dell’urgenza critica rispecchiato a me, anche se col senno di poi, credo che lei aveva ragione. Qualsiasi movimento, sia per la comunità, la politica, l’arte o la sessualità, deve contenere lo yin e lo yang, uno spettro completo per poter arrivare ad un compimento, per veramente trasformare qualcosa nel corso del tempo.

Miei genitori mi hanno passato altre caratteristiche asiatiche che mi sono servite nella vita, anche da Damanhuriana: la responsibilità, la determinazione, la disciplina, la capacità di rimandare la gratificazione invece di soddisfarla istantaneamente, com’è spesso insegnato dalla cultura americana. La generosità, la condivisione. Più di una volta sentivo l’imbarazzo quando i miei parenti litigavano tra di loro per riuscire a pagare la cena per tutti, ma poi ho apprezzato lo spirito di questo quando ho notato che succede raramente nel mondo occidentale. Spesso il cibo è al centro, come elemento alchemico dalla natura, nutrimento come simbolo d’amore, e in una casa cinese, c’è sempre una ciotola di frutta o qualche cibo pronto da offrire agli amici, parenti e ospiti.

Quaglia Cocco, la Befana

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