Birth Traditions

eggs

As you can imagine, my thoughts are very occupied by the subject of pregnancy and birth in these days (because I am pregnant). A lot of things that I heard over the years about this theme are coming back to mind.

For instance, my mother told me that in Chinese culture, there is a tradition of using dousing to predict the gender of the baby, with a pendulum over the mother’s belly. If the pendulum moves in a line, then the baby is a boy. If it moves in a circle, then it’s a girl. They did this with my mother when she was pregnant with me, and the pendulum moved in a line, so they were expecting a boy and they were a bit surprised when I came out! Perhaps the system measures more than just the physical aspect.

There are so many traditions, beliefs and superstitions about this subject. Here are a few interesting ones that I found from world cultures:

pregnancyChildbirth. To mitigate potential birthing pain, in China the mothers drink a strong herbal potion. In Guatemala they drink a liquid made by boiling a purple onion in beer, to speed up the delivery. In Morocco, the midwife performs a massage on the mother’s stomach and vulva with olive oil and offers her an infusion of herbs such as mint, thyme, cinnamon and cloves.

Opening. In Mexico, they close all the doors and windows during childbirth to protect against negative forces. In India, however, they leave the doors open and the mother’s hair free to symbolize the opening of the womb during childbirth. There is also this practice of openness in Morocco.

The placenta. In Hindu translation, the placenta is considered to be almost alive, as if it were the twin brother or sister of the newborn, and they have a complex ceremony to bury the placenta on the land around the home. In Bali, they also have ancient practices to give value to and bury the placenta. In Cambodia, the placenta is wrapped in a banana leaf and kept close to the baby for three days before burying it.

The name. Many cultures have a practice of naming the child 7 days after birth. In Pakistan and other Islamic countries, the child’s hair is shaved at this time of the aqiqah, the baby is weighed on a scale with gold and silver that is then donated to the poor, and there may even be sacrificed animals. In Egypt, the mother and baby receive religious gifts and jewelry. In Japan this time is called the oshichia. Hawaiian names are unique for each child with deep and powerful meanings, and the names are usually complex to avoid the attention of negative forces.

The bath. In Nigeria, with the omugwo tradition, the grandmother (or aunt or friend) gives the baby his or her first bath as a gesture of solidarity toward the mother, to show the support of the women in the community. In Tibet the pang-sai, or purification of the baby, is a ceremony that takes place 3-4 days after birth with gifts of food and clothing to symbolize a life of abundance, and the wisest person present present choose the name for the baby.

After childbirth. In Bali, newborns do not touch the ground for the first 105 days of life. They are always in the arms of their mother or relatives. In Latin American cultures there is the quarantena, a period of 40 days that is spent just taking care of the baby and breastfeeding, without making any other efforts, not even making love.

meerkatNow that I am entering ever more deeply into our Damanhurian birth traditions: rituals, prayers, godparents, characteristics, Temples and Sacred Woods, I see and appreciate the thought and collective efforts of the community that that come together in synergy on so many levels to welcome a soul who is coming home.

Quaglia Cocco
The Befana

 

Tradizioni della nascita

Come potete immaginare i miei pensieri sono tanto occupati dal tema della gravidanza e la nascita in questi giorni (perché sono incinta). Mi tornano in mente tante informazioni in merito che mi sono arrivate negli anni.

Ad esempio mia mamma mi ha raccontato che nella cultura cinese c’è la tradizione di usare la radiostesia per indovinare il sesso del bambino, con un pendolino sopra la pancia della mamma. Se si muovesse in linea, dovrebbe essere un maschio. Se si muovesse in un cerchio, dovrebbe nascere una femmina. Hanno fatto così con mia madre quando era incinta con me, il pendolino si muoveva in linea quindi aspettavano un maschio, ed erano un po’ sorpresi quando sono arrivata io! Forse il sistema misura più che la parte fisica.

Ci sono davvero tante le tradizioni, credenze e superstizioni attorno a questa tema. Ecco alcuni che ho trovato interessante dalle culture mondiali:

Il parto. Per mitigare potenziali dolori del parto, in Cina le mamme bevono una forte pozione di erbe. In Guatemala bevono un liquido creato attraverso la bollitura
di una cipolla viola nella birra, per velocizzare il parto. In Marocco l’ostetrica fa un massaggio allo stomaco e la vulva della mamma con olio di oliva e somministra l’infusione di erbe come la menta, il timo, il cinnamomo ed i chiodi di garofano.

L’apertura. In Messico chiudono tutte le porte e le finestre durante il parto per proteggere dalle forze negative. In India invece lasciano le porte aperte ed i capelli della mamma liberi per simbolizzare l’apertura del grembo durante il parto. Anche in Marocco c’è questa pratica di apertura.

placentaLa placenta. Nella traduzione Hindu, la placenta è considerata una parte quasi viva, come se fosse il fratello gemello nel neonato. Hanno un cerimonia complesso per seppellirla fuori casa. Anche in Bali hanno pratiche antiche per valorizzare e seppellire la placenta. In Cambogia la placenta è avvolta da una foglia di banana e tenuta vicina al neonato per tre giorni prima di seppellirla.

Il nome. Molte culture hanno una pratica di dare il nome al bambino 7 giorni dopo la nascita. In Pakistan ed altri paesi Islamici, si rasano i capelli del bambino in questo momento del aqiqah, i bambini sono pesati sulla bilancia con oro e argento che poi sono donati ai poveri, e ci possono essere anche animali sacrificati. In Egitto, la madre e bambino ricevono regali religiosi e gioielli. In Giappone si chiama oshichia questo momento. I nomi hawaiani sono unici per ogni figlio, con significati profondi e potenti, di solito complessi per evitare l’attenzione delle forze negative.

Fare il bagno. In Nigeria, nella tradizione di omugwo, la nonna (o una zia o amica) fa il primo bagno al bambino come gesto di solidarietà verso la madre, per mostrare il sostegno delle donne della comunità. In Tibet il pang-sai, o purificazione del bambino, è una cerimonia svolta 3-4 giorni dopo la nascita con regali di cibo e vestiti
per simbolizzare una vita di abbondanza e il più saggio dei presenti sceglie il nome.

Dopo il parto. In Bali i neonati non toccano la terra per i primi 105 giorni di vita, sono sempre in braccio della mamma e parenti. Nelle culture latine americane hanno la quarantena, un periodo in cui si dedicano per 40 giorni solo a prendere cura e allattare il bambino e senza nessun altro sforzo neanche fare l’amore.

Adesso che sto entrando sempre di più dentro le nostre tradizioni damanhuriane della nascita: riti, preghiere, padrini, caratteristiche, Templi e Bosco Sacro, vedo e apprezzo i pensieri e gli sforzi collettivi su più livelli che si sintonizzano per accogliere al meglio l’anima che ritorna a casa.

Quaglia Cocco
La Befana

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s